Da lunedì 8 settembre pomeriggio a sabato 13 settembre, presso il Centro Commerciale La Fattoria di Rovigo, sarà allestita la mostra fotografica “Il futuro delle terre alte”, con opere di Antonio Cunico e Cinzia Burtini.

La mostra propone uno sguardo attento e critico sulle trasformazioni delle montagne e sugli effetti dei cambiamenti climatici.
Attraverso quattro progetti fotografici, gli autori raccontano il delicato equilibrio tra uomo e ambiente montano:

  • Antonio Cunico: Mountain Park e Le due facce dello sci
  • Cinzia Burtini: Nevi d’artificio e Il sudario

Le fotografie di Cunico sono accompagnate da didascalie descrittive, mentre quelle di Burtini riportano i luoghi direttamente nei titoli, lasciando spazio a suggestioni e riflessioni.


Evento speciale

Sabato 13 settembre alle ore 17, i due autori saranno presenti per incontrare il pubblico.
Ad arricchire il pomeriggio ci sarà Franco Secchieri, geologo e glaciologo rodigino, che presenterà immagini dei ghiacciai e il volume I Ghiacciai dell’Alto Adige, frutto di anni di ricerca e documentazione scientifica e fotografica.

I progetti fotografici in mostra

  • Mountain Park (Antonio Cunico)
    Suggestivo viaggio visivo nei parchi d’alta quota, in cui la natura e l’uomo si incontrano tra sentieri, rigogliosi prati e strutture ricreative. Le immagini, accompagnate da didascalie esplicative, stimolano una riflessione sull’equilibrio fragile tra turismo montano e conservazione ambientale.
  • Le due facce dello sci (Antonio Cunico)
    Doppia prospettiva sul mondo dello sci: da un lato la bellezza dinamica delle piste innevate, dall’altro i segni visibili delle infrastrutture e dell’impatto umano. Le didascalie offrono uno sguardo critico e consapevole sui cambiamenti climatici e le scelte umane fatte in montagna.
  • Nevi d’artificio (Cinzia Burtini)
    Un titolo ironico e potente che richiama lo spettacolo effimero dello sci artificiale. I luoghi sono integrati nei titoli, e le fotografie mostrano contrasti sorprendenti tra neve artificiale, paesaggi naturali e strutture montane, evocando interrogativi sulla sostenibilità ambientale.
  • Il sudario (Cinzia Burtini)
    Immagini cariche di atmosfera dolente, dove i ghiacciai o i nevai sono rappresentati come veli silenziosi che coprono e proteggono e insieme denunciano il declino. Anche in questo caso, i titoli richiamano direttamente i luoghi, creando una connessione immediata e poetica con il paesaggio fotografato.

📖 Il Libro “I Ghiacciai dell’Alto Adige”
Autori: Franco Sicchieri e Pietro Bruschi
Edito dal CAI Alto Adige

Attraverso una documentazione fotografica inedita, soprattutto aerea, il volume racconta i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nei principali ghiacciai dell’Alto Adige.
Dalla Valle Aurina al Gruppo Ortles-Cevedale, dal Gran Pilastro alla Palla Bianca, le immagini mettono in evidenza la riduzione delle masse glaciali e le trasformazioni del paesaggio d’alta quota.

Il libro è strutturato in due parti:

  • la prima offre nozioni di climatologia e glaciologia, per rendere accessibili i concetti scientifici al grande pubblico;
  • la seconda documenta la situazione dei ghiacciai attraverso il confronto tra foto attuali e storiche, dalla metà degli anni Ottanta a oggi.

Un lavoro che, oltre al valore estetico, ha grande importanza scientifica e culturale, perché testimonia in modo chiaro e diretto gli effetti dei cambiamenti climatici


Biografie

📷 Antonio Cunico

Fotografo vicentino, inizia a scattare nel 1977 e nel 1983 entra a far parte del Fotoclub Il punto Focale di Vicenza, ricoprendo nel tempo vari ruoli. Dal 2000 è docente nei corsi fotografici del club e dal 2010 è attivo nel dipartimento fotografico FIAF, con cui organizza serate didattiche e attività culturali. Ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali ottenendo numerosi riconoscimenti.
Nel 2018 la FIAF gli conferisce l’onorificenza di Benemerito della Fotografia Italiana.


📷 Cinzia Burtini

Fotografa e appassionata osservatrice dei paesaggi montani, concentra il suo lavoro sulla rappresentazione delle trasformazioni in atto nelle terre alte. Nei progetti Nevi d’artificio e Il sudario pone l’accento sulle criticità ambientali legate all’innevamento artificiale e alla crisi climatica, con uno sguardo attento al rapporto tra natura e attività umane.
Le sue opere invitano a riflettere sulla sostenibilità delle pratiche legate al turismo invernale e sul destino fragile delle montagne.


❄️ Franco Secchieri

Geologo e glaciologo, nato a Rovigo, si è laureato a Padova con una tesi sul Ghiacciaio del Caresèr (Ortles-Cevedale). Ha svolto ricerche per amministrazioni pubbliche, collaborato con il Comitato Glaciologico Italiano e avviato nel 1999 il monitoraggio glaciologico delle Dolomiti per conto di ARPA Veneto.
Ha partecipato a spedizioni scientifiche e alpinistiche in Himalaya (anche come capo spedizione), in Patagonia, Islanda e Capo Nord. È fondatore e responsabile scientifico del Servizio Glaciologico del CAI Alto Adige.
Autore di numerose pubblicazioni, ha recentemente firmato con Pietro Bruschi il volume “I Ghiacciai dell’Alto Adige”